Tesi di laurea - Parrocchia Santi Angeli Custodi - Formica

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Tesi di laurea

 


Tesi di Laurea



Carissimi amici,
in questo spazio riservato alle tesi di laurea triennale e magistrale desideriamo ospitare scritti che altrimenti non sarebbero stati letti e conosciuti. Siamo cioè convinti che esiste un patrimonio umanistico e scientifico che se non fosse stato riconosciuto da case editrici importanti non sarebbe mai venuto alla luce e che invece noi proponiamo alla lettura di chi visiterà il nostro sito.

Buona lettura a tutti,


Don Stefano


 
 

Don Guido Bennati, Studio Teologico Interdiocesano Modena, Nonantola, Reggio Emilia, Guastalla, Parma, Carpi, Elaborato per il conseguimento del Baccalierato: ""Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono" (Gb 42,5): Una rilettura di Giobbe alla luce di alcuni testi di letteratura contemporanea."

Il presente scritto si prefigge l’obiettivo di porre in dialogo il libro di Giobbe con alcuni testi di letteratura contemporanea, in particolare: Il problema della sofferenza e Diario di un dolore di C. S. Lewis, L’antica via degli empi di R. Girard, Al culmine della disperazione di E. M. Cioran, I fratelli Karamazov di F. Dostoevskij, L’uomo che fu Giovedì di G. K. Chesterton.
I capitoli di questa tesi seguiranno tutti la medesima struttura che, senza alcuna pretesa di teorizzare un metodo, vuole tuttavia indicare un possibile cammino per porre in dialogo la teologia biblica e la letteratura contemporanea. La prima parte di ciascun capitolo sarà dedicata all’analisi del testo biblico, e la seconda presenterà i diversi testi facendo emergere parallelismi, differenze ed analogie ponendo l’attenzione soprattutto sul piano del significato che non su quello della forma e dei particolari scritturistici.

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Elisa Bergamaschi, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Medicina Diagnostica, Clinica e Sanità Pubblica, Corso di Laurea in Infermieristica: "Infermiere in Anestesia: Supporto di Necessità o Ruolo con Competenza Riconosciuta?"

Nell’ambito operativo di Area Critica s’inserisce  il Blocco Operatorio, punto cardine della chirurgia di una struttura ospedaliera. In questo contesto molte sono le figure che operano e collaborano  fra di  loro, affinché questo   sistema organizzato e costituito  da  compiti  ben  distribuiti  possa  garantire  la  miglior  assistenza  per  il paziente.  Tra  queste  figure  spicca  certamente  il  personale  medico  (chirurgico  ed anestesiologico), ma risulta fondamentale  il personale infermieristico. Lo scopo di questa tesi è quello di indagare, sulla base delle normative e della descrizione  professionale,  la  figura  particolare  dell’infermiere  addetto  all’anestesia presente  in  Italia,  così  come  si  presenta  nella  letteratura,  per  poi  compararla  con quella realmente presente sul territorio modenese (nei tre ospedali sede d’indagine) e in America,  dove  invece  questa  facoltà  infermieristica  ha  assunto  rilevanza  ed importanza (esistono infatti i CRNA, cioè infermieri dediti all’anestesia).

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Cecilia Casali, Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna, Istituto Superiore di Scienze Religiose "SS. Vitale e Agricola" - Bologna: "Libertà e Christliche Weltanschauung in Romano Guardini".

«Essere sacerdote fu sempre per me l’essenziale», afferma Romano Guardini nelle sue note autobiografiche. È importante ricordare questo prima di accostarsi ai suoi scritti. Egli non affronta mai un problema solo per interesse speculativo; la sua ricerca è piuttosto motivata da quella particolare “ansia per l’uomo” che sempre caratterizzò la sua sensibilità di educatore, pastore d’anime e attento conoscitore dell’umanità del suo tempo. «Al nostro autore preme cogliere le complessità della realtà umana e cercare di unificarla, senza alcuna unilateralità, per consegnare il nucleo centrale di questa vita a Dio, a Cristo, alla Chiesa».

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Giorgio Casali, Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Storia: "L'UNITÀ e il Vaticano II. Il Concilio visto dal quotidiano del PCI".

Il presente lavoro nasce dalla ricerca condotta sui quasi trecento articoli che l’Unità ha dedicato all’avvenimento dal suo annuncio al suo compimento ed il cui elenco è riportato in appendice; lo scopo è quello di guardare il Concilio dal punto di vista del quotidiano del PCI.
Senza rinunciare ad un certo ordine cronologico, è parso bene suddividere il lavoro per sessione conciliare e per argomento, visto che gli articoli pubblicati dal quotidiano erano per forza di cose quasi sempre costretti a spaziare sui vari temi che venivano trattati giornalmente in Concilio, sia nelle varie commissioni che nelle sessioni plenarie.

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Chiara Collioli, Carlo Alberto Stevanin, Università di Modena e Reggio Emilia Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di Laurea in Fisioterapia: "Sperimentazione del progetto PRENDERSI CURA DI CHI CURA, proposta di intervento di prevenzione secondaria del mal di schiena per operatori sanitari".

La lombalgia è una sindrome multifattoriale di cui soffre il 65-80% della popolazione mondiale. Colpisce frequentemente la popolazione lavorativa, con conseguente limitazione delle attività, richiesta di assistenza sanitaria ed elevato costo socio-economico. L'alta prevalenza di lesioni muscolo-scheletriche nella professione sanitaria è stata ben documentata, rivelando che la lombalgia è il disturbo più frequente tra gli infermieri, con una prevalenza di circa il 40-50%.
Il mal di schiena è una patologia curabile, non comporta necessariamente dolore e disabilità permanenti. Per salvaguardare gli operatori sanitari di un'azienda sanitaria e per mantenere la qualità del servizio offerto, è stato presentato un programma di prevenzione secondaria attraverso un percorso di autocura e autotrattamento degli operatori sanitari che presentano lombalgia cronica (CLBP). Lo scopo è promuovere uno stato di salute e benessere tale da permettere agli operatori sanitari un rapido rientro alle mansioni precedentemente svolte e un livello di vita il più ottimale possibile.

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Matteo Dal Zotto, Università di Modena e Reggio Emilia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Master di I° Livello Transculturale nel Campo della Salute, del Sociale e del Welfare: "Siccità e carestia: cause e vulnerabilità in un sistema socio-ecologico del Burkina Faso".

Nell’attuale mondo globalizzato, "in cui l'Africa risulta il continente sempre marginalizzato dalle grandi potenze", si ravvisa "il bisogno di avviare nuove strategia e strade per uno sviluppo africano che sia umano e sostenibile nel lungo periodo, cioà integrale ed eterogeneo", ricordano i firmatari della dichiarazione conclusiva del Convegno, tenutosi a Roma nell’ottobre 2009, intitolato “Per una nuova cultura dello sviluppo in Africa: il ruolo della cooperazione universitaria”. Il presente lavoro di Tesi, inserito nel campo della cooperazione internazionale, parte e si
basa fermamente sugli orientamenti appena riportati.

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Marta Garagnani, Università di Bologna, Facoltà Scienze Politiche, Corso di Laurea in Sviluppo e Cooperazione Internazionale, Tesi di Laurea in Storia Contemporanea "Italia e Albania: dall'Unione alla Cooperazione".

Il mio interesse per la storia dell’Albania è cresciuto nel tempo, di pari passo con la voglia di comprendere il presente di questo Paese. Ogni viaggio in questa terra straniera si è portato dietro tanti interrogativi. Da piccole osservazioni sono nate grandi domande, che possono trovare risposta solo in una conoscenza più approfondita delle vicende che hanno coinvolto il Paese nel corso del Ventesimo secolo e soprattutto dell’ultimo ventennio. Un’analisi solo di lungo periodo rischierebbe di rendere accettabile la storiografia più ortodossa, che ritiene il ritardo Albanese rispetto al resto d’Europa una mera conseguenza dell’isolazionismo durante il Regime Comunista di Enver Hoxha. E questa lettura pare più che riduttiva a ventisette anni dalla sua morte e venti dal crollo del comunismo. [...]
Nello specifico, ho voluto cercare di capire perché palazzi enormi spuntano come funghi e rimangono spesso incompiuti quando nessuno pensa a sistemare i marciapiedi o chiudere i tombini; capire perché le crisi energetiche siano così frequenti, e perché lo stesso collegamento alla rete elettrica avvenga spesso con metodi fai-da-te. Mi sono chiesta come sia possibile che l’acqua corrente rappresenti ancora un lusso in molti luoghi e come sia possibile che pochi contadini dispongano di pozzi per irrigare. Volevo capire perché gli autobus partono solo quando sono pieni o a mera discrezione dell’autista.

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Francesco Giovanardi, Istituto Superiore di Scienze Religiose "B.C. Ferrini" Modena, Laurea in Scienze Religiose, "Lo Spirito Creatore nella Teologia di J.Moltmann"

La crisi ecologica ha spinto la teologia a ripensare le proprie posizioni sull’argomento della creazione e sul rapporto tra l’uomo e la natura. Tra i numerosi tentativi, l’opera del teologo tedesco Jürgen Moltmann si segnala per ampiezza e serietà; questo argomento occupa una buona parte del suo lavoro, comparendo in testi redatti anche a molti anni di distanza. Si tratta quindi di una riflessione lunga e da prendere in grande considerazione.
Moltmann ha riformulato le basi su cui deve essere edificata una teologia della creazione e tra esse trova un posto preminente la riscoperta dello Spirito Creatore; questa tesi si propone di indagare come l’autore intenda il rapporto tra lo Spirito Santo e il creato.
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Monica Grandi, Università di Bologna, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Educatore di Nido e Comunità Infantili: "Sapore di Bolivia, Sapore di Culture. Difficoltà che nascono in campo educativo attraverso l'incontro tra Storie diverse"

«Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di conoscenza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»

ART 1 Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

Riportando questo articolo si permette a chi sfoglierà questa tesi, di ritagliare un momento di riflessione. Prendersi un istante del proprio tempo, ponendosi una semplice domanda: "Quando leggiamo queste parole, quali sono le immagini che ci  corrono davanti agli occhi?" Le figure ritraggono la sofferenza, l’abbandono, la povertà, l’egoismo, la disuguaglianza, l’indifferenza, la solitudine e l’ingiustizia con cui si ricoprono le popolazioni dimenticate e sfruttate. La domanda posta rimanda ad un’altra questione che può avere dei risvolti più psicologici ed involontari. Perché la nostra mente ci fa apparire quelle immagini e non altre? La risposta, non vuole essere a carattere scientifico o matematico, ma deve interessarci interiormente e personalmente. L’opinione che può nascere può diventare terreno fertile per aprire un’infinità di polemiche sui diritti umani.
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Gloria Guerra, Università di Bologna, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Studio in Educatore Sociale, "Facciamone una questione di etnia, studio sul rapporto tra adolescenti maghrebini e indiani a Soliera"

La realtà italiana è ai suoi primi esperimenti di convivenza di tante culture diverse e soprattutto lo è la cittadina in cui vivo, Soliera. Fino a poco tempo fa era impensabile trovare una persona proveniente da un paese diverso in una realtà come la nostra: oggi invece, girare per le strade è un tripudio di colori, di storie e di vite provenienti da tutto il mondo.
Essendo l’esperienza migratoria così recente, c’è ancora tanto da imparare gli uni dagli altri. Infatti, lungi dall’essere sereno e pacifico, il rapporto tra culture diverse presenta punti di incontro ma anche di scontro. Questo studio di tesi vuole prendere in considerazione l’aspetto del conflitto che ha coinvolto e tutt’ora coinvolge ragazzi maghrebini e indiani nella comunità solierese. Un conflitto al quale tenteremo di proporre qualche possibile linea di interpretazione.

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Fabrizia Maglio, Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Lettere: "Le funzioni del silenzio nella conversazione".

La società in cui viviamo non è adatta al silenzio. Non è necessario essere esperti di sociologia o antropologia per osservare e rilevare che, nella realtà contemporanea, l’esistenza è percepita solo se si manifesta in maniera palese o immediatamente fruibile; né è un mistero che il criterio per conseguire il cosiddetto “successo” (ammesso che questo sia il fine ultimo della vita umana, o anche solo uno degli obiettivi minimi…) sia la “visibilità”, perché la nostra è la società dell’immagine, dell’apparenza, in cui la forma conta molto più della sostanza.
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Fabrizia Maglio, Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in Italianistica, Tesi di Laurea in Lingua e Cultura Italiana: "Una lettura biblica de La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda".

«Non avevo mai letto la Bibbia e i giovani neppure. Con quella indifferenza mescolata di disprezzo che allora  si  sentiva  per  le  cose  religiose,  la  Bibbia,  come  Parola  di  Dio,  muoveva  al  sarcasmo. Nella nostra immaginazione c’erano il catechismo e  le preghiere… e la Bibbia entrava nel nostro disgusto di tutti i sacri riti. Lessi  non  so  dove  le  meraviglie  di  quel  libro,  come documento  di  alta  eloquenza  e,  tirato dall’argomento  delle  mie  lezioni,  gittai  l’occhio  sopra  il  libro  di  Giobbe.  Rimasi  atterrito.  Non trovai nella mia erudizione classica niente di comparabile a quella grandezza. […] Con esagerazione di neofiti, dimenticammo i nostri classici, fino Omero, e per parecchi mesi non si udì altro che Bibbia. C’era un non so che di solenne e religioso nella nostra impressione, che alzava gli animi. […] Mi meraviglio che nelle nostre scuole, dove si fanno leggere tante cose frivole, non sia penetrata una antologia biblica.»

Queste parole di Francesco De Sanctis non sono rimaste isolate nel panorama della cultura italiana.  In  epoca più vicina,  anche  Umberto  Eco si  è  domandato per quale motivo i ragazzi italiani debbano conoscere «tutto degli dèi d’Omero e pochissimo di Mosè». Circa dieci anni dopo, il Ministro della Pubblica Istruzione Tullio De Mauro dichiarò che «dal punto di vista didattico la Bibbia è una bomba conoscitiva» senza la quale non è possibile capire né la storia né l’arte.

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Letizia Manzini, Università di Modena e Reggio Emilia, Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea Triennale in Lingue e Culture Europee, "David Copperfield in Translation  A Contrastive Analysis of Two Italian Translations  -  David Copperfiled in Traduzione, Confronto tra due traduzioni italiane"

Il presente lavoro di tesi si basa sul confronto tra le traduzioni di Cesare Pavese ed Enrico Piceni  del  romanzo  David  Copperfield di  Charles  Dickens,  entrambe  pubblicate  nel  1939, rispettivamente da Einaudi e Mondadori. L’analisi descriverà le principali caratteristiche che distinguono  le  due  traduzioni,  e  le  scelte  linguistiche  messe  in  atto  dai  due  traduttori  per risolvere alcune difficoltà traduttive. Dopo un capitolo teorico volto ad introdurre i principali temi e le problematiche discusse in letteratura in  ambito traduttivo, in particolare per quanto riguarda  la  traduzione  letteraria  e  traduzione  dei  classici,  viene  proposta  una  breve presentazione  dell’autore  e  del  romanzo  oggetto  di  questo  studio.  L’analisi  si  sofferma  poi sulle figure di Pavese e Piceni traduttori. Le strategie traduttive adottate da Pavese e Piceni saranno analizzate dettagliatamente nei Capitoli 3  e 4, prima con riferimento al Capitolo I di David Copperfield, poi portando esempi dal resto del romanzo. L’analisi  mostra  che  l’approccio  dei  traduttori  è  diverso,  in  quanto  Pavese  tende  a rispecchiare il testo di partenza sia a livello sintattico, sia nella traduzione di giochi di parole enomi  propri  (mantenendo  la  forma  originale,  ad  eccezione  dei  soprannomi).  Piceni,  al contrario, si concentra sulla comprensibilità del testo di arrivo, e quindi tende a modificare la sintassi  più  di  quanto  non  faccia  Pavese,  adottando più  spesso  una  strategia  basata  sulla traduzione libera.
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Valentina Pedone, Università di Modena e Reggio Emilia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia medica per immagina e Radioterapia: "Radioterapia con controllo del respiro: valutazione ed implementazione del Sistema Active Breathing Coordinator e ruolo del TSRM nella procedura".

L'ultimo decennio ha visto, in ambito radioterapico, l'introduzione di tecnologie avanzate in grado di somministrare dosi terapeutiche di radiazioni con più precisione e accuratezza soddisfacendo quello che è l’obiettivo primario della radioterapia: somministrare un’elevata dose al volume bersaglio e contemporaneamente erogare la dose più bassa ai tessuti sani circostanti. L’alta conformazione di dose ottenuta grazie a tali tecniche (3D-CRT, IMRT) richiede un sempre più preciso posizionamento del paziente e una accurata gestione delle incertezze riguardanti il movimento degli organi. Solo soddisfacendo questi criteri si può essere ragionevolmente certi che il trattamento erogato da un acceleratore lineare sia conforme al piano di trattamento
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Alberto Reggiani - Ilaria Cuoghi, Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, Corso di Laurea in Fisioterapia "Studio longitudinale prospettico sull'evoluzione del cammino dopo stroke da un punto di vista funzionale"

Introduzione: L'ictus rappresenta, in Italia, la principale causa d’invalidità. Dopo stroke risulta frequentemente compromessa l’autonomia nel cammino. Il recupero di tale funzione rappresenta un obiettivo fondamentale, sia per il paziente, sia per il programma riabilitativo. Tuttavia non è sempre chiaro in che misura i risultati ottenuti in ambito ospedaliero, siano spendibili all'esterno.
Obiettivo: Valutare l’evoluzione della funzione cammino nei tre mesi dopo ictus, misurandone il livello di indipendenza e confrontando i parametri di velocità-sicurezza-resistenza (requisiti di un cammino funzionale). Verificare quanti pazienti recuperano un cammino in comunità. Dunque indagare l’esistenza di una correlazione tra il livello di indipendenza raggiunto nel cammino e l’autonomia e la partecipazione sociale del paziente.

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Caterina Sedoni, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Bologna, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, Indirizzo Insegnanti di Scuola Materna: "Aspetti religiosi nelle fiabe e nelle storie di Hans Christian Andersen".

In questo lavoro di ricerca, conclusivo di un percorso universitario che mi porterà a diventare educatrice della scuola dell’infanzia, ho deciso di approfondire la conoscenza di uno degli scrittori per l’infanzia tra i più conosciuti ed apprezzati al mondo, Hans Christian Andersen e, in particolare, di analizzare gli elementi religiosi che sono disseminati nelle sue molteplici fiabe e storie. Il motivo che mi ha spinto a scegliere di fare una tesi di letteratura per l’infanzia è perché ritengo quest’ultima una disciplina fondamentale per l’educazione dei bambini fin dalla primissima età ed è indispensabile, per le educatrici, conoscere a fondo ogni suo aspetto per poterne sfruttare le grandi potenzialità. Le storie, se presentate nel giusto modo e nei tempi più appropriati, affascinano i bambini e generano in loro un amore e un interesse per la lettura sorprendente che se mantenuto vivo e costante, costituirà un’importante ricchezza per la crescita culturale, spirituale e sociale dell’individuo.

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